Essere giovani: “non è un dato anagrafico, ma avere il coraggio di pensarla in modo diverso”. Gianfranco Fini

CAGLIARI, domenica 18 dicembre 2011

Si è concluso il weekend congressuale di Generazione Futuro in Sardegna. Il movimento giovanile di Futuro e Libertà ha infatti celebrato in questo fine settimana, alla presenza del Coordinatore Nazionale Gianmario Mariniello, gli otto congressi provinciali, presieduti da Luigi Di Gennaro, dai quali è scaturita la classe dirigente degli under 30. Tra i giovani finiani eletti spicca il nome di Elio Azzena, classe 1990, eletto Coordinatore Provinciale di Generazione Futuro nella provincia di Cagliari.

L’On. Gianfranco FINI

terrà un discorso a Cagliari

il 10 Dicembre 2011, ore 17.00

presso il Teatro Lirico di Cagliari

in Via Sant’Alenixedda.

INGRESSO LIBERO

E’ vero, c’è la crisi, l’attacco speculativo all’Italia, il decreto-manovra in fase di conversione, gli emendamenti da presentare, ma la gravità della situazione non deve far passare in secondo piano tematiche cardine del progetto politico di Futuro e Libertà. 

Nelle ultime settimane di questa estate caldissima, i dibattiti politici sono stati molteplici ma monotematici. D’altronde è prassi un po’ italiana quella di concentrarsi esclusivamente su questioni eccezionalmente straordinarie fino ad esaurirle per poi passare oltre con estrema nonchalance, magari per affrontare una nuova emergenza. Ma quanto c’è di eccezionale in una straordinarietà, come dire, ordinaria,quotidiana? Probabilmente nulla.

 Ecco che può accadere che ci si senta mal visti se in questi frangenti si cerca di parlare di altro, di cose più immateriali come i diritti civili. Ma non sono frivolezze nemmeno se paragonate alle stangate a cui le famiglie italiane saranno sottoposte.

Non è una novità che in passato si sia approfittato di situazioni di emergenza per accrescere smisuratamente sacche di potere o per sopprimere libertà e diritti acquisiti. Questo è avvenuto anche perchè chi doveva opporsi non lo ha fatto.

E allora FLI non si vergogni di andare oltre, ancora una volta. Parli dei diritti civili e di tutte quelle tematiche che ne costituiscono il fulcro. Parli di tutto ciò che ha avvicinato migliaia di elettori a questo movimento e lo faccia senza vergogna e senza la paura di essere giudicata fuori luogo. Non dobbiamo permettere a nessuno di dirci che non è il momento perchè,come tante altre, anche questa emergenza passerà (almeno sui media) e sarà prontamente rimpiazzata da una nuova. E allora che faremo? Ci diremo che sarebbe meglio aspettare ancora?

Elio Azzena

Oggi ricorre il primo anniversario dell’estromissione di Fini dal Pdl, ed è il giorno ideale per ricordare una caratteristica tipica del Pdl: quella di avanzare critiche contraddittorie, proprio come successe il 29 luglio dell’anno scorso. Quando Fini fu allontanato dal Pdl, alcuni dirigenti del Pdl sostennero la tesi che non era stato “cacciato”, ma che il partito aveva attuato “solo” un provvedimento disciplinare.

Questa versione dei fatti è stata propagandata fino ad oggi dai pretoriani del Pdl, dirigenti o semplici militanti che fossero. Ma saremmo curiosi di sapere che ne pensano i pidiellini delle dichiarazioni rilasciate da Berlusconi ad Atreju, il 12 settembre 2010: «non ci sono mascalzoni nel nostro partito, li abbiamo individuati e provveduto ad espellerli».

Per questo motivo consigliamo, ai berluscones che intendono avanzarci delle critiche, almeno di sapere che cosa abbia affermato il proprio leader; per evitare paradossi verbali e brutte figure.

Raimondo Caddeo

Qualche giorno fa,la legge contro l’omofobia non è passata. Sorvolando sul”neoclericalismo” del Pdl e della Lega, vorrei riflettere sul voto dell’Udc: su facebook ho letto diverse critiche sul partito di Casini, oltre che proposte di abbandonare l’alleanza con l’Udc. È vero che il “Terzo Polo” è nato come strategia difensiva, ma liquidarlo così rapidamente mi pare eccessivo.

La vera sfida del Terzo Polo è realizzare un valido programma politico, che indichi come risolvere la disoccupazione giovanile, la crisi economica, gli eccessivi costi della politica e il tema dell’integrazione. Sui diritti civili, invece, non è necessaria l’accettazione delle nostre posizioni da parte di Casini, ma la perseveranza con cui Fli lotterà per i diritti civili.

Tornando indietro di qualche decennio, nel referendum abrogativo sul divorzio (1974) la Dc, l’Msi e il partito monarchico si schierarono per il sì, mentre i radicali, i comunisti, i repubblicani, i socialisti e i liberali furono concordi per il no.
Alcune tra le forze politiche laiche, pur essendo tradizionali alleate della Dc, si schierarono contro il partito cattolico per far passare quella legge. Perciò auspico una maggioranza parlamentare favorevole ai diritti civili: nulla vieta a Fli di assumere iniziative comuni con altri partiti su questo terreno, anche con quelli fuori dal Terzo Polo.

 

Raimondo Caddeo

Sono state ore di tensione quelle che si sono vissute di fronte al palazzo del Consiglio Regionale a Cagliari. Come preannunciato la protesta del Movimento dei pastori sardi si è riversata in tutta la sua dirompenza nella centralissima Via Roma. Insieme ai pastori altre categorie commerciali gravemente colpite dalla crisi economica.

Dentro il palazzo c’è la politica, quella che a fatica riesce a concedere degli incontri con persone che,per quanto stremate,hanno ancora la forza di caricare la macchina,macinare chilometri e manifestare a gran voce pur di farsi ascoltare. Alcuni la chiamano “forza della disperazione”

Fuori da quel palazzo ci sono loro e ci sono anche gli agenti delle forze dell’ordine, che con sforzi considerevoli devono cercare di tenere a bada un mare di persone stremate ma combattive. Si trovano gli uni di fronte agli altri e non capiscono contro chi stanno combattendo. I pastori sfidano la Polizia perchè rappresenta una barriera nel loro percorso, rappresenta quello Stato che non sa dare loro una risposta, una soluzione.

 La Polizia difende lo stesso Stato e cioè tutti noi, in nome di un valore, quello della nazione, a volte in nome di un modesto stipendio. Sono sullo stesso fronte pastori e poliziotti, non sono nemici. I primi abbandonati al loro destino, i secondi elogiati e ricordati (giustamente) solo in particolari e luttuose circostanze da quello Stato e da quel governo che contemporaneamente tagliano loro le risorse più indispensabili per poter svolgere onorevolmente la loro difficile missione.

Elio Azzena*

*Responsabile Generazione Futuro Falcone e Borsellino Cagliari

«Su proposta del coordinatore provinciale di Cagliari Vittorino Erriu, ho provveduto a nominare Riccardo Lo Monaco Coordinatore Cittadino di Cagliari di Fli». Con queste parole Ignazio Artizzu, coordinatore regionale del partito, ha comunicato la nomina, avvenuta in tarda serata, di Riccardo Lo Monaco a responsabile cittadino di Cagliari. In Fli dalla prima ora, poco più che trentenne, coetaneo del neo Sindaco di Cagliari Massimo Zedda, entrambi classe ’76, ha contribuito alla nascita e alla crescita di Futuro e Libertà, sia a livello locale che nazionale, come presidente del circolo “Falcone e Borsellino”.

La sua nomina arriva a pochi giorni dalla chiusura dei congressi provinciali del partito del Presidente della Camera.

Articolo tratto da “Il futurista”

Sono oramai mesi, se non anni, che le posizioni di Gianfranco Fini vengono bollate come “di sinistra” da sostenitori e parlamentari del Pdl, in nome di una destra che segua il trinomio “Dio, patria, famiglia”. Ai nostri avversari politici rispondo che la loro posizione, oltre che evidenziare un certo provincialismo politico, denota una scarsa conoscenza dei più recenti sviluppi della destra in Europa.

Prendiamo in considerazione, ad esempio, il discusso tema delle coppie di fatto. Già nel settembre 2006, Fini si è dichiarato favorevole a un intervento legislativo per garantire uguali diritti alle coppie di fatto, anche per quelle omosessuali. Ampliando la nostra prospettiva ad altri paesi del Vecchio Continente, le idee del presidente della Camera sono in linea con iniziative o proposte programmatiche di alcuni tra i più autorevoli leader delle destre europee.

E’ sufficiente vedere ciò che è avvenuto in Spagna e in Francia, due paesi-guida dell’Unione Europea. Nel programma elettorale del Partito Popolare Spagnolo del 2004, ad esempio, erano inserite le unioni civili (si trattava di una proposta di legge per le coppie di fatto, omosessuali comprese, che però escludeva la possibilità della adozione dei minori); in Francia, invece, Sarkozy non ha messo minimamente in discussione i PACS (anche perché mantiene l’unione di fatto distinta dall’istituto matrimoniale).

Aznar e Sarkozy sono la prova che, su questi temi, anche la destra può avanzare delle iniziative concrete, senza alcun timore identitario. Per questo motivo consiglio ai nostri avversari di farci delle critiche più fondate, perché si rischia di far emergere la propria disinformazione sull’argomento (un aspetto negativo per una politica mirante al progresso della società).

Raimondo Caddeo 

“L’unico consiglio che mi sento di dare ai giovani è questo: combattete per quello in cui credete. Perderete, come le ho perse io, tutte le battaglie. Ma solo una potrete vincerne. Quella che s’ingaggia ogni mattina, davanti allo specchio.”


Giovani 2.0

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Il senso del futuro. È questo quello che i ragazzi come noi devono avere quando si apprestano a fare politica. Non c’è niente di più entusiasmante che ideare, proporre e predisporre la società futura per tutti noi. È molto più della realizzazione di un progetto personale, è la creazione di un modello di civiltà per tutti, che tocca l’economia, il diritto, la morale e, in generale, il modo di vivere la vita nello studio, nel lavoro e nel tempo libero. Fare politica vuol dire non realizzare sé stessi, ma contribuire alla realizzazione di tutti.

Per questo sono veramente felice di aver potuto partecipare alla prima uscita pubblica del circolo di Generazione Futuro “Falcone e Borsellino” di Cagliari. Un volantinaggio per sensibilizzare la popolazione sulla strage di via d’Amelio del 1992 e quindi per far conoscere alla gente la grandezza del giudice Paolo Borsellino, barbaramente ucciso perché – nel suo ruolo – cercava di contribuire alla creazione di una società migliore, senza ingiustizie, dove ognuno con i propri mezzi possa ricercare la propria felicità.

Il mio augurio è che il “Falcone e Borsellino” non solo sappia interpretare al meglio i bisogni dei giovani della città di Cagliari, ma che sappia anche interfacciarsi con i giovani futuristi dell’intera isola, paradiso terrestre per troppo tempo vessato dalla mala-politica e dallo sperpero di danaro pubblico. Un altro delitto, questo, che ha portato la Sardegna a essere terra di conquista per gli altri e mai terra di opportunità per noi sardi. Buon lavoro a tutti e, soprattutto, divertitevi!

Forza e Onore

Antonello Mastino*

*Comitato promotore di Generazione Futuro

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